‘I was a prisoner in my home’: Drug gangs ‘cuckooing’ hundreds of homes a week, police warn

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Sono stato un prigioniero in casa mia: le gang di droga “cuckooing” centinaia di abitazioni a settimana, polizia avverte

I was a prisoner in my home – Sono stato un prigioniero in casa mia – le autorità britanniche hanno rivelato che ogni settimana, centinaia di case vengono sottratte ai loro occupanti da criminali per essere utilizzate come depositi o locali per la vendita di droga. Questo fenomeno, definito cuckooing, coinvolge spesso individui vulnerabili, come anziani o persone con disabilità, che vengono manipolati per permettere agli aggressori di entrare senza il loro consenso. In alcuni casi, i membri delle gang sfruttano persino i consumatori, instaurando un controllo totale sugli spazi domestici, rendendo le loro abitazioni come prigioni moderne.

I dati emergenti

Nella sola Londra, i dati condivisi con la BBC mostrano che 1.539 casi di cuckooing sono stati segnalati tra maggio 2025 e aprile 2026. Il 79,4% delle vittime era maschio, evidenziando una preoccupante tendenza nei confronti degli uomini. Secondo Kirsten Dent, presidente del National Police Chiefs’ Council, si verificano situazioni orribili, come il furto di oggetti personali o l’uso di spazi domestici come luoghi di tortura. “In alcuni episodi, le vittime erano costrette a mangiare escrementi di cane o a compiere atti sessuali, e questi fatti venivano usati come minaccia: ‘Se non fai ciò che ti dico, ti mostrerò questo a tutti i tuoi amici'”, ha detto Dent.

Il termine cuckooing, ispirato dall’uccello cucchiaino, descrive una strategia in cui i criminali si insediano in abitazioni senza autorizzazione, sfruttando la mancanza di capacità decisionale da parte degli abitanti. La polizia ha spiegato che questa pratica non è ancora un reato specifico, rendendo difficile raccogliere dati precisi. Tuttavia, i numeri rivelano un incremento significativo, con 683 indirizzi sospetti visitati a marzo 2026 come parte delle operazioni di county lines, il sistema per spostare la droga dalle città verso aree rurali.

Le storie di chi è stato un prigioniero in casa mia

Uno dei casi più drammatici riguarda Jamie, un uomo di 34 anni con danni cerebrali causati da un incidente. Due anni fa, un gruppo criminale lo ha sfruttato, diventando suoi amici prima di occupare la sua casa senza permesso. “Le persone gentili si sono trasformate in quelle che prendevano tutto ciò che potevano”, ha raccontato Jamie. “Cercavo di essere assertivo, ma non riuscivo a farlo. Era come se fossi un prigioniero in casa mia.”

“Non potevo muovermi senza rischio di farti molto male. Mi sentivo bloccato, come se non potessi uscire da quella situazione”, ha aggiunto Jamie, sottolineando l’impossibilità di resistere alle pressioni delle gang. “Sono stato un prigioniero in casa mia per mesi, senza alcuna possibilità di fuga.”

Un’altra testimonianza proviene da Jackie, ex dipendente delle droghe. Ha detto che un suo dealer l’ha costretta a vivere in casa sua per mesi, imponendole un debito di £2.000 dopo che non riuscì a pagare. “Mi diceva che dovevo rimanere in casa finché non ripagavo, e non avevo scampo”, ha riferito. “Ero bloccata come un prigioniero in casa mia, senza poter accedere alle altre stanze.”

Le conseguenze del “cuckooing”

Dent ha sottolineato come il cuckooing sia strettamente legato alle operazioni di county lines, con i trafficanti che scelgono abitazioni pericolose per operare in silenzio. “Sospettiamo che centinaia di case vengano occupate ogni settimana in Gran Bretagna, creando un ambiente di terrore dove le vittime non si sentono al sicuro nemmeno nel loro letto”, ha affermato. Questo fenomeno non solo mina la privacy, ma anche la sicurezza delle famiglie, rendendo le loro abitazioni come prigioni private.

“Sono stato un prigioniero in casa mia per mesi, senza poter controllare ciò che accadeva. Il dealer mi ha detto che non potevo andare via finché non avessi pagato”, ha raccontato Jackie. “La mia casa non era più il mio spazio personale, ma un luogo di soggiorno forzato.”

La BBC ha accompagnato la polizia metropolitana di Londra durante un’indagine, dove hanno osservato segni di degrado estremo. “I posti erano pieni di rifiuti, con odori nauseanti e mobili rovinati. La vittima non aveva scampo, era bloccata come un prigioniero in casa mia”, ha spiegato un agente. Questi casi rappresentano una crisi di sicurezza domestica che richiede interventi urgenti per proteggere le famiglie da attacchi sistematici.

La soluzione in arrivo

La legge per rendere il cuckooing un reato specifico è prevista per il fine anno, con una pena massima di cinque anni. Questa normativa, inclusa nell’Act on Crime and Policing 2026, darà ai poliziotti un quadro legale per punire chi sfrutta le abitazioni degli altri. “Adesso potremo considerare ogni caso in cui qualcuno è stato un prigioniero in casa mia come un crimine concreto”, ha aggiunto Dent. L’obiettivo è prevenire il fenomeno, garantendo maggiore protezione per le vittime.

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