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Will Starmer’s plan for defence help UK hit Nato’s spending target?

Starmer's plan for defence: will it help the UK reach NATO's spending target? Will Starmer s plan for defence - NATO, in collaborazione con il governo

Desk News
Published July 1, 2026
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Starmer’s plan for defence: will it help the UK reach NATO’s spending target?

Samael.lol – NATO, in collaborazione con il governo britannico, ha recentemente fissato un obiettivo ambizioso per il 2035: spendere il 5% del PIL (Prodotto Interno Lordo) per la difesa e la sicurezza nazionale, con il 3,5% dedicato esclusivamente agli investimenti qualificati come “difesa core” per il Patto Atlantico. L’obiettivo del 2025, invece, prevedeva un impegno per raggiungere il 2,5% del PIL entro il 2027. Il piano di investimento per la difesa (DIP) del governo, pubblicato con ritardo, ha suscitato discussioni sulle capacità del Paese di soddisfare tali impegni.

The UK’s defence budget and NATO’s qualifying spending

Secondo il DIP, il bilancio complessivo del Ministero della Difesa per il periodo 2026-2027 sarà di 68,3 miliardi di sterline. Tuttavia, esiste un indicatore più ampio noto come “spesa difensiva qualificata da NATO”, che include non solo i fondi destinati alle forze armate, ma anche spese come quelle per le pensioni militari. Secondo questa misurazione, il Regno Unito ha speso circa 70 miliardi di sterline nel 2025, corrispondenti al 2,4% del PIL. In febbraio 2025, il primo ministro Sir Keir Starmer aveva garantito di portare la spesa difensiva qualificata al 2,5% del PIL entro il 2027.

“Questo piano segna un grande cambiamento storico per il nostro paese.”

Starmer ha aggiunto che le attività delle agenzie di sicurezza e intelligence britanniche saranno considerate spesa difensiva qualificata, portando il tasso del PIL a 2,6% nel 2027. Inoltre, ha espresso un “ambizione chiara” di raggiungere il 3% del PIL entro il prossimo parlamento. L’obiettivo del 3% non è però fissato in un termine specifico. Il primo ministro ha sottolineato che il DIP ha “portato il paese su una traiettoria” per raggiungere tale obiettivo.

Nonostante gli annunci, i dati indicano una crescita modesta. Il DIP stabilisce che la spesa difensiva qualificata da NATO raggiungerà il 2,7% del PIL entro il 2030, un incremento di circa 0,02% rispetto alle proiezioni iniziali. Questo incremento equivale a circa 600 milioni di sterline aggiuntive nel 2030. Tuttavia, i sostenitori del piano sostengono che il 2,7% rappresenta un passo avanti rispetto al 2,68% previsto dal precedente piano di spesa difensiva.

Challenges and criticisms

John Healey, ex ministro della Difesa, ha espresso preoccupazione dopo la pubblicazione del DIP. In un post su X, Healey ha affermato che il piano non aveva una “data di arrivo” per raggiungere il 3% del PIL e mancava di un “piano chiaro” per soddisfare l’obiettivo del 3,5% da NATO entro il 2035. L’ex ministro ha sottolineato che la spesa attuale è insufficiente per affrontare le minacce crescenti, sostenendo che l’obiettivo del 3% dovrebbe essere raggiunto già nel 2030.

Il DIP, però, non fornisce un’indicazione dettagliata per gli anni successivi al 2030. Afferma semplicemente che la spesa difensiva “entro la fine della decina” rimarrà al 2,7% del PIL. Questo suggerisce che non ci sarà un aumento significativo fino al 2035, a meno che future revisioni dei fondi non introducano aggiustamenti. La sfida principale resta quindi nel mantenere un tasso costante di spesa per raggiungere il target del 3,5% da NATO.

Financial commitments and long-term projections

Nel 2025, il governo ha annunciato un aumento complessivo della spesa difensiva di 270 miliardi di sterline per il mandato attuale, una cifra che Starmer ha definito “l’incremento più sostenuto della difesa dal 1980”. Questo importo include i fondi destinati al Ministero della Difesa per i quattro anni fino al 2028-2029. Il DIP aggiunge un ulteriore 15 miliardi di sterline, portando il totale a 285 miliardi. La differenza rispetto al piano originale, che prevedeva un aumento di 13,5 miliardi, indica un incremento di 1,5 miliardi di sterline dopo la dimissione di Healey.

Le stime suggeriscono che la mancanza di finanziamenti nell’ambito della difesa è stata un tema ricorrente. L’articolo del Times, pubblicato a gennaio, aveva segnalato un “deficit di 28 miliardi” nel bilancio difensivo. Questo dato ha alimentato dibattiti sulle priorità economiche del governo e sulla sua capacità di rispondere ai bisogni di sicurezza in tempo di crisi.

The path to 3% GDP by 2030

Sebbene il DIP non presenti una roadmap esplicita per il 2030, il governo ha sottolineato che le politiche di investimento si concentreranno su una “traiettoria” per raggiungere il 3% del PIL. Per farlo, potrebbero essere necessari incrementi futuri nel budget del Ministero della Difesa, nonché nella spesa per attività di sicurezza e intelligence. Le revisioni future potrebbero dunque modificare la proiezione attuale, se il piano dovesse essere aggiornato per integrare nuovi fondi.

La transizione verso l’obiettivo del 3% rappresenta un’importante sfida finanziaria. Gli esperti hanno messo in evidenza che il raggiungimento di tale tasso richiederebbe un aumento significativo del bilancio nazionale, con conseguenze sulle altre aree di spesa. Starmer, però, ha insistito sul fatto che l’attuale piano costituisce un “passo concreto” per avvicinarsi al target. La sua visione si basa sull’idea che i progressi accumulati nel periodo 2025-2027 creino una base solida per il futuro.

L’approccio del governo si distingue per l’attenzione ai dettagli. Mentre i numeri del 2,7% e del 2,68% sono sufficientemente chiari, la mancanza di un calendario dettagliato per il 3,5% del PIL da NATO nel 2035 genera incertezze. In questo contesto, il DIP potrebbe servire come base per future decisioni, ma non è un piano conclusivo. L’obiettivo del 3% entro il prossimo parlamento rimane un traguardo da raggiungere, con il bilancio nazionale che continuerà a giocare un ruolo cruciale nel determinare la traiettoria della spesa difensiva.

Per comprendere il peso del piano, è utile analizzare i dati storici. Dal 2025, il governo ha modificato le proiezioni di spesa, aumentando i fondi destinati al Ministero della Difesa e a altre attività difensive. Questo ha permesso di mantenere un livello di investimento stabile, anche se non sufficiente a raggiungere gli obiettivi più ambiziosi. Gli analisti ritengono che il successo del piano dipenderà in gran parte da come il governo gestirà le risorse future e da quale strategia adottà per ottimizzare l’efficienza degli investimenti.

La spesa difensiva qualificata da NATO, pur essendo un criterio importante, richiede un’analisi più ampia. L’inclusione delle pensioni militari e di altre spese di natura statale crea un’immagine più completa della difesa nazionale, ma potrebbe anche generare confusioni se non viene chiarita la distinzione tra spesa diretta e indiretta. Il primo ministro ha cercato di rassicurare il pubblico sull’efficacia del piano, evidenziando come la crescita finanziaria sia un elemento chiave per la sicurezza del Regno Unito.

Con il tempo, sarà necessario monitorare i progressi e valutare se il DIP possa essere adattato per rispondere alle nuove sfide. L’obiettivo del 3,5% del PIL da NATO nel 2035 richiede un impegno costante, e il piano attuale potrebbe rappresentare un’iniziativa significativa, ma non certamente conclusiva. Il successo dipenderà da una combinazione di fattori, tra cui la stabilità economica, la politica fiscale e la capacità del governo di allineare le spese con le priorità strategiche.

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